EXPLORING SOUNDS FINLAND

The different possibilities of sound – from nature to sound art.

EXPLORING SOUNDS is a project that guide the participants to understand, explore and meet the Sound Art.

It’s a journey through the different possibilities of the sound, from nature to a Sound art production that is not only music because it is made with an artistic approach, which is more related with a specific topic, free from musical rules and genres.

One of the objectives is to build a network between regions that are far apart but they can share culture and artists.

Sardinia (It) and Österbotten (Fi) are not densely populated regions, which makes them territories where nature is predominant. 

The people in contact with nature care about the issues of pollution and industrial exploitation of the land. 

Through the use of art, these issues can come to the surface and give rise to dialogue. 

The means by which this type of encounter is created is diversified into “listening to and exploring sound” , meeting local and Sardinian sound artists, in dedicated and awareness-raising events, useful for conveying important aspects of life in respect of our territory and the sharing of distant but common cultures.  

Goals

  1. Help participants to explore the sense of hearing sounds, condivide knowledge and create awareness. 
  2. explore and collect the naturalistic sound of our territory
  3. Create connection and networks between sound artists and local cultural associations in Österbotten 

Specifics 

Sound surrounds us and like it everything has its own vibration that communicates and reflects on us, animals and plants, influencing the way we live and perceive life. 

Recent research has shown how birds have changed their migratory routes or diversified the harmonics of their song, influenced by industrial noise. 

The soundscape changes with the presence or absence of forests and wild animals, what we hear today may not be the same in 10 years’ time. It is important to be able to understand from such a small concept how much the environment around us is being changed and what the future holds. 

Sound can be stimulating, it can be pleasant, it can be produced by an artistic action or it can be a sound generated by natural phenomena. 

Sound can also be disturbing, a disturbance that some researchers have evaluated as the cause of a malaise that can make life difficult to the point of creating pathologies. 

Our ears and our perception, knowing how they work and how we can use them is useful in understanding how we relate to sound that is continuous and surrounds us 24/7, day and night.

Sound art can bring up a new idea of sound through the use of techniques and knowledge of manipulating data or sounds related to a specific topic. 

It is not anymore only music, sometimes it isn’t at all, but can be more a process that is specified on the intention of the artist to explore a particular topic. 

The difference between music and sound art is specified in the process and in the achievement results. While the music is purely entertainment and easy listening, the Asound Art is related more to the idea behind the creation and the process or the technique can affect the result, that suddenly is not easy to understand or require from the listeners more attention and focus. 

Midnight in Malakta, Malax, FIN.

Sound Art can be compared with a visual artwork which brings a message or needs the audience to be present and deeply focused on a topic.

It brings to another level of listening, creating awareness and giving more control to the people to understand what is behind the creation. 

Is the direct expression of the IDEA through the use of different techniques.

I’m very glad to be involved in the project EXPLORING SOUNDS as an artist in residence to stay at Malakta (Malax/Maalahti) for two weeks in June for a collaboration with the sound artist Michele Uccheddu from SUPRANU Records / Malakta

All the events in EXPLORING SOUNDS are promoted by Malakta, Platform, SUPRANU Records, City of Vaasa, Sardegna Sonora.

For more information on this event visit SUPRANU Records.com

Ecologia Acustica, benessere in ascolto.

L’ecologia acustica è una pratica di osservazione e/o studio di un territorio, sia esso antropizzato o naturale. Questa pratica consente all’ascoltatore attento, di ricevere diverse informazioni dall’ambiente circostante e adattare le sue scelte in base alla raccolta sistematica dei dati sonori sensibili. Lo studio dei paesaggi sonori urbani e non urbani è di fondamentale importanza nell’ottica di una visione culturale protesa verso la comprensione, al fine di conservare e sviluppare le più diverse tradizioni locali. Proviamo ad immaginare quale poteva essere il paesaggio sonoro di un piccolo paesino del Sud Sardegna negli anni ’50, con una solida economia basata sulla produzione di vino, pane e attività legate alla pesca. Benché la rivoluzione industriale fosse già ampiamente in atto, sappiamo che gran parte delle attività rurali continuavano ad esser svolte manualmente e con l’ausilio di alcuni macchinari che sostituivano progressivamente gli animali da soma. I suoni dei lavori manuali si susseguivano nelle stagioni, nei mesi e nei giorni, secondo fasce orarie dettate ancora da un flebile legame naturale con il luogo abitato. La commistione dei suoni del lavoro si univa sinergicamente ai suoni della natura che circondava il Paese; un colpo alla botte ed uno al barile, passa un carro a buoi che trasporta gli ortaggi per il mercato e mentre in lontananza il campanile segna l’ora della pausa, si sente un cane abbaiare due colline più a nord, probabilmente sta passando Gianni in bicicletta. Questa potrebbe essere una possibile prospettiva di ascolto di un artigiano della zona, che con rigoroso silenzio compie i gesti quotidiani del suo lavoro di impagliatura delle sedie e ascolta dal capanno aperto i suoni del paese in cui vive. L’avvento inarrestabile della meccanica e del modello produttivo capitalistico hanno fagocitato un’enorme varietà di prodotti e colture, cambiando così abitudini antiche di secoli.

L’ecologia acustica è un concetto applicabile alla vita nell’epoca contemporanea, è uno strumento che può essere utile per orientarsi e comprendere i delicati equilibri che regolano i diversi luoghi del pianeta, al fine di instaurare rapporti che possano offrire prospettive di abbondanza in un ottica di interscambio Uomo-Natura, trasformando cosi la visione di sfruttamento delle aree per scopi commerciali, introdotta dal sistema consumistico e capitalistico.

Proviamo ad immaginare quali e quanti suoni diversi possiamo ascoltare una mattina nelle foreste Nigeriane? Suoni di vita, prodotti da insetti sconosciuti, animali che vivono sul suolo, animali che vivono nei primi metri degli alberi, animali che vivono sulle cime degli alberi più alti, uccelli di tutti i tipi e chi più ne ha più ne metta. Purtroppo scenari come questi stanno ormai scomparendo a causa dei tagli di alberi millenari per la coltivazione di Ananas, Avocado, Papaya, Soia, etc…In quelle che erano foreste vergini, dopo l’avvento delle motoseghe e delle macchine da trasporto rimane solamente il suono dei trattori, del lavoro violento dei muscoli d’acciaio.

In questo periodo di chiusure e cambio di abitudini sono emerse vecchie e nuove impronte sonore che caratterizzano e arricchiscono le più diverse comunità. L’impronta sonora di una comunità e/o di un ambiente corrisponde alla/e sonorità legata/e in maniera intrinseca a quel luogo e/o popolazione, per questo motivo quando ci troviamo difronte ad una impronta sonora è importante riconoscerla e proteggerla, attraverso il supporto alle attività e ai contesti che la includono. L’ecologia acustica è un modo di vivere, di pensare e di agire, attento ed educato alle interrelazioni ospitate nei paesaggi ed ai loro attori. Uno dei modi più facili e intuitivi per avventurarsi alla scoperta dei paesaggi sonori che ci circondano è la “Sound Walk” o “Passeggiata Sonora”. Questa attività è adatta a tutte le capacità e a tutti i territori, può essere un modo accattivante e curioso per scoprire le nuove mete della nostra vacanza o riscoprire i luoghi che da sempre frequentiamo. Questa interpretazione positiva dell’acustica e dei suoni, consente il consolidamento di comunità fisicamente equilibrate e mentalmente salubri. L’ecologia acustica è il ritratto della società che ci accoglie e che accogliamo.

Il Sound Design per il Cinema. Il mio contributo per “Sono Io”, diretto da Cyro Rossi

La pratica del Sound Design per il Cinema affonda le sue radici nel teatro classico, dove, attraverso le tecniche e le attrezzature dell’epoca venivano prodotti effetti speciali sonori di diversi tipi e con diversi scopi. Molte di queste tecniche di costruzione del suono si sono tramandate ed evolute nel tempo fino a diventare una vera e propria pratica, che oggi chiamiamo Sound Design.

Il Sound Designer contemporaneo opera in un margine molto ampio, si occupa di definire le attrezzature per il suono adatte al progetto, creare e/o registrare tutti i suoni necessari alla costruzione di ogni singola scena secondo le indicazioni della regia, si occupa inoltre di elaborare e adattare i materiali sonori ottenuti durante la presa diretta sul set, oltre che del sound generale che accompagna il montaggio finale. La scelta del Sound Design condizionerà inevitabilmente il prodotto finale, conferendo ad esso le qualità ricercate dal regista.

Il Sound Designer ha solitamente ampio margine di scelta sulle tecniche a lui più congeniali per la buona riuscita del lavoro. Molti specialisti del settore preferiscono scegliere un approccio fisico alla creazione del suono, dando nuova vita alle riprese video attraverso la registrazione dei suoni “ex-novo” ottenuti percuotendo, strisciando o rompendo i giusti materiali e seguendo scrupolosamente ogni dettaglio dell’immagine in movimento. Questo approccio è più affine al Foley Artist, al compositore di Musica Concreta e al “Rumorista” radiofonico. Altri specialisti, più abili nella programmazione e nell’applicazione della fisica del suono preferiscono costruire i materiali sonori attraverso l’utilizzo di tecniche di DSP, questo tipo di sonorità sono ampiamente impiegate nel Sound Design dei progetti cinematografici di generi come “fantasy” e “shi-fi”.

Nelle prossime righe cercherò di raccontare al meglio la mia recente esperienza nel Sound Design di “Sono Io” diretto da Cyro Rossi. “Sono Io” è un cortometraggio d’impatto che sta ricevendo molti riconoscimenti dai festival di settore più importanti al mondo.

Sono stato invitato a prender parte al team di sviluppo del progetto direttamente da Cyro, che dopo avermi dettagliatamente raccontato le sue intenzioni ed esigenze sul sonoro, mi ha messo in comunicazione diretta con il Montatore Video Alberto Fertillo. Dopo qualche e-mail Alberto mi invia una prima bozza del monologo interpretato da Cyro Rossi sulla quale lavorare, mentre continua il suo lavoro sui materiali video prodotti fin ora.

Questo progetto nasce durante la quarantena per il COVID-19, dove il regista ha elaborato un testo dal carattere molto forte, successivamente ha chiesto a diversi artisti di interpretarlo nella propria lingua e secondo le proprie sensibilità. Quest’operazione ha avuto un grande riscontro e Cyro ha ricevuto diverso materiale su cui lavorare. I materiali video ricevuti sono stati prodotti direttamente dagli artisti durante il periodo di quarantena, con le attrezzature e le competenze a loro disposizione.

Alla prima visione della “bozza di montaggio” noto che il video presenta poche caratteristiche ma molto importanti: la scelta cromatica del bianco e nero, la camera fissa e il monologo. Dopo diverse visioni e dopo aver assimilato le richieste del Regista, in questo caso un “fischio stridulo” e “suoni di natura”, inizio a ragionarci su. Qualche ora più tardi, dopo un po’ di prove e diverse soluzioni possibili decido che in questo contesto la cosa più importante che io possa fare è sostenere delicatamente il significato delle parole che l’attore interpreta. Forte della mia decisione faccio una cernita dei Virtual Instruments che possono andar bene a tale scopo e inizio a buttar giù qualche idea sulla mia DAW. Nei giorni seguenti resto a stretto contatto con il Montatore, mentre il Regista evidenzia al team i dettagli più rilevanti del progetto e di tanto in tanto invia un aggiornamento del montaggio che via via si arricchisce di nuove voci e nuovi volti.

Una parte molto importante di questo lavoro è costituita dalla Musica, composta e suonata da Alessandro Calò, le cui melodie e pulsazioni si adattano perfettamente al montaggio e conferiscono fluidità al video. Dopo aver analizzato le musiche e testato la compatibilità con i Virtual Instruments precedentemente impostati mi accorgo che i suoni dei sintetizzatori che pensavo di utilizzare sono molto simili a quelli usati da Alessandro e cosi decido di cambiare completamente approccio. La scelta definitiva è minimale e verte su una campana tibetana suonata sia classicamente che con un archetto per violino. Dopo poche registrazioni ottengo i materiali necessari al completamento del lavoro, costituito da poche articolazioni sonore, montate ed elaborate per ottenere un effetto di contorno e supporto alla voce umana, al testo e al suo significato. Nelle sessioni successive riordino tutti i materiali audio sotto la stessa sessione di lavoro e procedo al trattamento del suono. Il primo trattamento è stato sul suono della musica, che ho contestualizzato e ridimensionato in base all’immagine, nello specifico ho utilizzato un riverbero adattato ed un plug-in che gestisce lo spazio, al fine di “allargare” ed “allontanare” la musica rispetto all’elemento fondamentale costituito dalla voce dell’attore, il quale durante tutta la scena resta al centro dello schermo ed interpreta il monologo. Dopo circa un mese di lavoro ricevo il file contenente il montaggio definitivo di “Sono Io”, successivamente ho quindi trattato le voci di ogni singolo attore e attrice ed in fine ho trattato e riadattato i materiali sonori prodotti da me. Il risultato finale è coerente e funzionale, ogni suono presente è contestuale e utile allo svolgimento della scena, non resta che aspettare le opinioni della Regia ed il gioco è fatto!

Dopo aver ricevuto le ultime indicazioni e raggiunto la massima qualità possibile esporto il file audio e lo sottopongo ad un lieve processo di finalizzazione. Il lavoro termina con un’attenta Audio/Visione dell’elaborato appena prodotto e con la consegna di tutti i materiali montati nella versione ufficiale e nelle versioni singole interpretate da ogni attore. La versione ufficiale di “Sono Io” diretto da Cyro Rossi, include le interpretazioni di: Dan Booth, Carolina Signore, Denny Mendez, Fabrizio Pinzauti, Francesco Paolo Amoroso, Gabriel Napoleone, Giada Benedetti, Notsa Mao, Roberta Procida e Walter Nestola.

Sono entusiasta di aver avuto l’opportunità di collaborare e confrontarmi con un team di artisti e professionisti di tutte le nazionalità e di aver contribuito alla realizzazione di questo interessantissimo progetto cinematografico!

“Sono Io” continua a partecipare ai festival, per questo motivo la sua visione sarà resa pubblica solamente al termine di tutte le selezioni dei festival per cui è in concorso.

Se questo progetto ti ha incuriosito puoi dare un’occhiata alla versione singola, scritta e interpretata da Cyro Rossi.

Buona visione!

Marco Salaris


Sound Design for Cinema. My contribution for “Sono Io”, directed by Cyro Rossi.

The practice of Sound Design for Cinema is rooted in classical theater, where, through the techniques and equipment of this years, were produced special sound effects of different types and with different purposes. Many of these sound construction techniques have been handed down and evolved over time to become a real practice, which today we call Sound Design.

Contemporary Sound Designer works in a very wide range, he takes care of defining the sound equipment suitable for the project, creating and / or recording all the sounds necessary for the construction of each single scene according to the directions of the director, he also takes care of elaborating and adapt the sound materials obtained during the direct recording on the set, as well as the general sound that accompanies the final editing. The choice of Sound Design will inevitably condition the final product, giving it the qualities sought by the director.

The Sound Designer usually has a wide choice on the techniques most congenial to him for the success of the work. Many specialists in the sector prefer to choose a physical approach to sound creation, giving new life to video footage by recording the “ex-novo” sounds obtained by hitting, swiping or breaking the right materials and scrupulously following every detail of the moving image. This approach is more akin to the Foley Artist, the composer of Concrete Music and the radio “noise maker”. Other specialists, more skilled in programming and in the application of sound physics, prefer to build sound materials through the use of DSP techniques, this type of sound is widely used in the Sound Design for projects of genres such as “fantasy” and ” shi-fi “.

In the next few lines I will try to best describe my recent experience in the Sound Design of “Sono Io” directed by Cyro Rossi. “Sono Io” is an impactful short film that is receiving many awards from the most important film festivals in the world.

I was invited to take part in the project development team directly by Cyro, who after having told me in detail his intentions and needs on sound, put me in direct communication with the Video Editor Alberto Fertillo. After a few e-mails Alberto sends me a first draft of the monologue played by Cyro Rossi to work on, while he continues his work on the video materials produced so far.

This project was born during the quarantine for COVID-19, where the director elaborated a text with a very strong character, subsequently asked several artists to interpret it in their own language and according to their sensibilities. This operation met with great response and Cyro received a lot of material to work on. The video materials received were produced directly by the artists during the quarantine period, with the equipment and skills at their disposal.

Upon first viewing the “editing draft” I notice that the video has few but very important features: the chromatic choice of black and white, the fixed camera and the monologue. After several visions and after having assimilated the Director’s requests, in this case a “shrill whistle” and “sounds of nature”, I begin to think about it. A few hours later, after some trials and several possible solutions, I decide that in this context the most important thing I can do is to gently support the meaning of the words the actor interprets. Strong of my decision I make a selection of the Virtual Instruments that can be good for this purpose and I start to jot down some ideas on my DAW. In the following days, I stay in close contact with the Editor, while the Director highlights the most relevant details of the project to the team and from time to time sends an update of the montage that is gradually enriched with new voices and new faces.

A very important part of this work is constituted by the Music, composed and played by Alessandro Calò, whose melodies and pulsations adapt perfectly to the editing and give fluidity to the video. After analyzing the music and testing the compatibility with the Virtual Instruments previously set up, I realize that the sounds of the synthesizers that I thought to use are very similar to those used by Alessandro and so I decide to completely change the approach. The final choice is minimal and focuses on a Tibetan bell played both classically and with a violin bow. After a few recordings I get the materials necessary to complete the work, consisting of a few sound articulations, assembled and processed to obtain a contour and support effect for the human voice, the text and its meaning. In subsequent sessions, I rearrange all the audio materials under the same work session and proceed with the sound treatment. The first treatment was on the sound of the music, which I contextualized and resized based on the image, specifically I used an adapted reverb and a plug-in that manages the space, in order to “enlarge” and “space out” the music compared to the fundamental element constituted by the voice of the actor, who during the whole scene remains at the center of the screen and interprets the monologue. After about a month of work I receive the file containing the final montage of “Sono Io”, then I treated the voices of every single actor and actress and finally I treated and adapted the sound materials produced by me. The final result is coherent and functional, every sound present is contextual and useful for the development of the scene, all that remains is to wait for the opinions of the Director and that’s it!

After receiving the latest information and reaching the highest possible quality I export the audio file and submit it to a light finalization process. The work ends with a careful Audio / Vision of the newly produced work and with the delivery of all the materials mounted in the official version and in the single versions interpreted by each actor. The official version of “Sono Io” directed by Cyro Rossi, includes the interpretations of: Dan Booth, Carolina Signore, Denny Mendez, Fabrizio Pinzauti, Francesco Paolo Amoroso, Gabriel Napoleone, Giada Benedetti, Notsa Mao, Roberta Procida and Walter Nestola.

I am thrilled to have had the opportunity to collaborate and compare myself with a team of artists and professionals of all nationalities and to have contributed to the realization of this very interesting film project!

“Sono I” continues to participate in festivals, for this reason its vision will be made public only at the end of all the selections of the festivals for which it is in competition.

If this project fascinate you, take a look at the single version written and performed by Cyro Rossi.

Good vision!

Marco Salaris.

Wind Drones, la mia prima Arpa Eolica

Ricordo che quando ero bambino passavo molto tempo ad ascoltare i suoni delle tempeste, mi divertivo a cercare al loro interno i suoni che conoscevo, a cercare di immaginare quali oggetti potessero produrre i mille suoni che si manifestavano sotto l’influsso degli agenti atmosferici!

Ricordo che questa pratica era diventata una magia che scaturiva nell’esatto momento in cui il rombo di un fulmine avvisava dell’arrivo imminente di una tempesta, in quell’esatto momento nasceva in me la voglia di star fermo ad ascoltare per poter meglio percepire ed immaginare quel che succedeva a qualche chilometro di distanza. I richiami degli animali, in particolare degli uccelli mi permettevano di capire quale direzione avrebbe probabilmente preso la perturbazione e di conseguenza concentrare meglio la mia ricerca.

In questa pratica il momento più importante è l’attesa, dall’esterno è possibile osservare la tempesta e ricercare al suo interno i suoni più diversi. Il panorama sonoro che circonda questi fenomeni atmosferici e spesso caotico per la naturale forza dell’evento e l’ascolto si rivela spesso difficoltoso.

Ricordo una particolare tempesta, io ero ormai abbastanza avvezzo a questa pratica e mi trovavo insieme ad altri amici a percorrere un tratto di strada a piedi, in un contesto di periferia urbana. Andavamo spesso a passeggiare vicino alle antenne della cittadina, ma questa volta il Maestrale soffiava molto forte, e portava con se un suono che ancora non conoscevo, un suono continuo e proporzionale alla sua forza. Mentre camminavo e cercavo di capire da quale fonte potesse venire questo suono “alieno” a me sconosciuto, che a tratti sembrava un grande violoncello e a tratti appariva simile ad un barrito, mi accorsi che il solito luogo nel quale ci recavamo per evadere dalla routine era avvolto da una rete elettrica aerea che oscillava al ritmo delle raffiche. Tralicci di diverse dimensioni sorreggevano lunghi e pesanti cavi, che sotto l’influsso del vento producevano un suono continuo che veniva trasportato e si perdeva nelle colline dietro di noi.

Da quel giorno mi sono spesso fermato ad ascoltare i suoni prodotti dalle corde tese, qualsiasi elemento che producesse quel genere di sonorità attirava subito la mia attenzione!

Dopo molti anni da questi eventi che hanno in diversi modi segnato la mia infanzia e adolescenza mi sono imbattuto casualmente in un video, dal quale emergeva il suono del vento accompagnato da un suono armonico e delicato che si modulava a seconda dell’andatura delle raffiche.

Da questo video è partita la mia ultima ricerca. Ho presto scoperto che nel medioevo era comune esporre il proprio “zither”al vento, per asciugare i legni dall’eccessiva umidità, presto si scoprì che in determinate condizioni, questo predecessore del “pianoforte”, potesse emettere suono sotto la sollecitazione del vento.

L’idea di costruire uno strumento che possa essere suonato dalla natura ha generato in me una tale forza che ho subito iniziato a ricercare la maggior quantità di materiale sull’argomento. Successivamente la fase di ricerca ho progettato e realizzato alcuni prototipi con materiali di riciclo, al fine di comprendere al meglio i principi di funzionamento di questo bizzarro strumento acustico.

Il primo strumento a vento che ho realizzato è stato progettato tenendo conto delle turbolenze e dei flussi d’aria, per consentire alle corde di vibrare con una minima corrente d’aria.

Quest’arpa a vento o Aeolian harp è stata pensata per essere posizionata sul davanzale di una comune finestra e sfruttare le correnti d’aria che solitamente si creano se si lascia la finestra sul lato opposto dell’abitazione aperta. Questa condizione è facilmente riproducibile e consente agevolmente la registrazione sonora.

È possibile costruire Arpe Eoliche di tutte le dimensioni e forme, i risultati sono facilmente prevedibili in base alla lunghezza, allo spessore e alla tensione delle corde. Più le corde tese al vento sono lunghe e spesse più il suono prodotto sarà grave, viceversa le corde più corte e sottili produrranno frequenze alte.

La costruzione dell’ultimo progetto ha necessitato di due mesi di lavoro e l’apprendimento di alcune tecniche di liuteria. Questa esperienza mi ha permesso di apprezzare ancor di più la tradizione artigianale Italiana, dalla quale sono emersi numerosi strumenti musicali di pregio e fattezze che rasentano la perfezione. Mi rendo conto di non essere un artigiano modello e che il mio prodotto non possa ambire al confronto con alcuno strumento costruito da un maestro Liutaio, ma dopo aver montato l’ultima chiavetta e perfezionato il convettore d’aria espongo subito la mia “arpa” al vento… poco dopo un flebile suono emerge, resto in ascolto, arriva la raffica, il suono si apre nello spettro e la sua intensità aumenta guidata dalla folata di vento, il progetto funziona! È l’ora delle rifiniture!

I due ponticelli mobili e i piedini sono stati costruiti in palissandro viola, ricavati da una preziosa tavola ricevuta in dono da Andrea, che da anni manda avanti i suoi progetti di arredo in legno sotto il nome di LINNARTI. Il suo aiuto è stato fondamentale per la foratura del corpo ligneo, dedicata all’inserimento delle chiavette e dei pioli che permettono una agevole accordatura dello strumento. La levigatura e l’oliatura dello strumento sono due fasi che ho preferito svolgere contemporaneamente, la stesura dell’olio paglierino e il suo completo assorbimento da parte del legno anticipano la levigatura, scegliendo di volta in volta una grana più sottile fino al raggiungimento delle condizioni necessarie alla lucidatura tramite tampone in lana di pecora.

Atteso il tempo necessario alla completa asciugatura delle colle per l’applicazione dei piedini e all’assorbimento dell’ultima mano di olio, ho dedicato il tempo necessario alla scelta delle corde. Ho sperimentato diverse tipologie di fili in nylon e fluorocarbon, mono filo e trecciati di diverse sezioni e diametri, il commesso del negozio di pesca era molto confuso dalle mie richieste, tanto che ho dovuto spiegargli nel dettaglio il mio progetto per evitare un’enorme quantità di domande su tecniche e stili di pesca.

I risultati di queste sperimentazioni mi portano verso la scelta di mono-fili a sezione tonda in fluorocarbon per i diametri maggiori che vanno da 0,55 mm a 0,40 mm e fili in nylon per le sezioni da 0,35 mm a 0,20 mm.

Fin’ora ho potuto apprezzare il suono dell’arpa a vento prodotto dalle sollecitazioni del Maestrale e del Levante, dalle mie prove e dai miei ascolti ho potuto notare che l’accordatura di questo strumento è relativamente poco determinante nella formazione del suono.

La lunghezza della corda, modulabile grazie ai ponticelli mobili, la tensione delle singole corde, il loro diametro e l’angolo di incidenza del vento sono senza dubbio gli elementi che più determinano il suono dello strumento. Il range sonoro è fortemente limitato dalla lunghezza delle corde, in questo caso 90 cm tra ponticello e ponticello e dalle condizioni meccaniche che non permettono di montare fili metallici o di diametri maggiori.

Nella seconda metà di Settembre ’20 completerò le registrazioni dell’arpa eolica, attendendo il giusto vento e l’orario propizio. Queste registrazioni saranno il materiale di partenza per la realizzazione del un nuovo Album di SANĀTANA.

Realizzerò al più presto un nuovo articolo dedicato alle sessioni di registrazione, contenente tutte le informazioni relative alle attrezzature e alle tecniche di microfonazione che ho scelto di utilizzare per riprendere al meglio il sound di questo particolarissimo strumento.

Marco Salaris

Le forme del Suono, Come si disegna una canzone?

Dal 9 all’ 11 Settembre ’20 potrete partecipare al NUOVO laboratorio “Le Forme del Suono” – sarò ospite all’interno di un’evento imperdibile, interamente dedicato a piccoli e grandi appassionati di Danza e Musica!!!

L’Orto dei Cappuccini di Cagliari sarà, per la quarta volta, il teatro naturale del festival DanzEstate, organizzato dall’ASMED e dedicato al pubblico dei giovanissimi.

Dal 9 all’ 11 settembre dalle ore 10:00 alle 20:00, tre giorni di spettacoli di teatro/danza per bambini e famiglie, dove saranno presenti laboratori creativi, musicali e tante altre attività.

www.danzestate.com/

Dalle ore 10:00 alle ore 12:00 potrete partecipare al NUOVO laboratorio dedicato ai più piccoli!

Le Forme del Suono, come si disegna una canzone?” è un Laboratorio pensato per le classi della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.

Questo progetto nasce con l’intento di trasmettere ai partecipanti gli elementi principali della notazione musicale contemporanea. Il laboratorio ludico-musicale percorre, in forma esperienziale, parte della storia della notazione musicale, dalla nascita del segno all’evoluzione contemporanea.

I partecipanti si confronteranno con le diverse caratteristiche del suono e attraverso le varie attività proposte potranno esplorare le problematiche della notazione musicale e comprendere cosi le esperienze delle Avanguardie Artistiche storiche.

L’intero laboratorio è mirato a sensibilizzare la creatività dei partecipanti, incentivando la scoperta della manualità, dell’interpretazione e dell’interazione attraverso giochi ed attività ludico-musicali. Durante le attività ogni partecipante avrà la possibilità di esplorare i diversi aspetti del suono e trovare le proprie soluzioni per la notazione.

Vi aspetto numerosi ed entusiasti di trascorrere qualche ora insieme!

Marco Salaris

City Map, i luoghi del cuore

Foto di Aleksandar Pasaric da Pexels

“City Map, i luoghi del cuore” è un laboratorio Audio/Video interattivo che percorrerà le esperienze ed i temi dell’ecologia e dell’eco-musicologia, fornendo così i primi strumenti di esplorazione del territorio, in quanto le nostre città e i luoghi che frequentiamo, nei quali viviamo, offrono Paesaggi che possono mostrarsi molto interessanti sotto il profilo estetico, antropologico, storico e simbolico. Potremmo quindi evincere gli aspetti visivi e sonori, ed acquisire così molteplici informazioni sul paesaggio nel quale ci troviamo.

L’intero laboratorio è mirato a sensibilizzare la creatività, ad incentivare la riscoperta del territorio di appartenenza, tramite l’interpretazione e l’interazione dei vari partecipanti. Il Laboratorio consentirà ad ogni partecipante di esplorare le qualità intrinseche della propria città, acquisire nozioni in campo tecnologico Audio/Video e di utilizzare attrezzature professionali per la produzione degli elaborati.

“City Map, i luoghi del cuore” è un percorso di consapevolezza ambientale, che si sviluppa attraverso i temi dell’ecologia e dell’eco-musicologia, ed utilizza la danza e le nuove tecnologie come mezzo di espressione.


“City Map, the places of the heart “

Foto di Aleksandar Pasaric da Pexels

“City Map, the places of the heart “is an interactive Audio / Video laboratory that will cover the experiences and themes of ecology and eco-musicology, thus providing the first tools for exploring the territory.

Our cities and places that we frequent, in which we live, offer Landscapes that can be very interesting from an aesthetic, anthropological, historical and symbolic point of view. We could therefore deduce the visual and sound aspects, and thus acquire multiple information on the landscape in which we find ourselves.


The entire workshop is aimed at raising awareness of creativity, encouraging the rediscovery of the territory of belonging, through the interpretation and interaction of the various participants. The Laboratory will allow each participant to explore the intrinsic qualities of their city, acquire notions in the Audio / Video technology field and use professional equipment for the production of the works.

“City Map, the places of the heart” is a path of environmental awareness, which develops through the themes of ecology and eco-musicology, and uses dance and new technologies as a means of expression.